Cronache Yōkai #1: Divinità giapponesi - A chi pregavano imperatori e samurai?
La terra degli otto milioni di dei
Se oggi cammini per le strade di Tokyo inondate al neon, è facile dimenticare che stai camminando in una terra che, per millenni, ha creduto che ogni albero, roccia e fiume possedesse un’anima. Questa è l’essenza della religione giapponese: la credenza negli "Yaoyorozu-no-Kami", ovvero gli otto milioni di kami.
Nel Giappone antico, il divino non era qualcosa di distante o rinchiuso in un alto paradiso. Gli dei shintoisti vivevano tra le persone. Influenzavano il raccolto, il clima e l’esito delle sanguinose guerre civili. Per gli imperatori del Giappone imperiale, questi dei erano letteralmente famiglia. Per la classe guerriera, le credenze dei samurai erano un complesso arazzo di Buddhismo Zen e Shintoismo, in cui una preghiera alle giuste divinità giapponesi poteva significare la differenza tra la vittoria e una fine rituale.
Ma il mondo spirituale della mitologia giapponese non è popolato solo da dei sereni. È anche il regno degli Yokai—mostri soprannaturali, spiriti e demoni che rappresentano l’inspiegabile e l’indomito. Questo articolo esplora il "Chi è chi" del pantheon giapponese e come queste figure continuano a influenzare la cultura giapponese e l’estetica moderna, inclusi i design audaci proposti da Tengura.

La stirpe imperiale - Amaterasu e il Sole
Parlare di religione giapponese significa parlare del Sole. Al vertice della gerarchia delle divinità giapponesi siede Amaterasu Omikami, la Dea del Sole.
La progenitrice del trono
Nei resoconti della mitologia giapponese, in particolare nel Kojiki e nel Nihon Shoki, è scritto che gli imperatori del Giappone imperiale sono discendenti diretti di Amaterasu. Non era solo una storia religiosa; era una realtà politica che definiva il Giappone antico. L’imperatore era un kami vivente, un ponte tra il celeste e il terrestre.
La leggenda della caverna
Una delle storie più famose che coinvolgono questi dei shintoisti è quando Amaterasu si nascose in una caverna a causa delle marachelle del fratello Susanoo. Il mondo fu immerso nelle tenebre, e gli altri kami dovettero usare danza, risate e uno specchio per attirarla fuori. Questa storia mette in luce un aspetto chiave della cultura giapponese: l’equilibrio tra luce e oscurità, ordine e caos.
Il cammino del guerriero - Credenze dei samurai e Hachiman
Mentre l’imperatore guardava al Sole, i samurai guardavano all’arco e alla spada. Le credenze dei samurai non erano monoteistiche; erano un pragmatico intreccio di varie influenze spirituali.
Hachiman: il dio della guerra
Se c’è un nome che riecheggia nei corridoi della storia militare del Giappone antico, è Hachiman. In origine dio dell’agricoltura, Hachiman si trasformò nel protettore divino del clan Minamoto e infine nel patrono di tutti i samurai. È una delle più importanti divinità giapponesi per chiunque sia interessato alla storia marziale.
Quando un guerriero pregava Hachiman, non chiedeva solo forza; chiedeva la "Via del cavallo e dell’arco". L’iconografia di Hachiman appare spesso nella cultura giapponese come simbolo di protezione e disciplina—motivi che brand come Tengura celebrano spesso nei loro tributi artistici.
L’influenza di Bishamonten
Un’altra delle divinità shintoiste (spesso sincretizzata con figure buddhiste) centrale per la classe guerriera era Bishamonten. Come dio dei guerrieri e punitore dei malfattori, veniva spesso raffigurato in armatura completa, con una lancia e una piccola pagoda. Rappresentava l’aspetto "Bu" (militare) dell’anima, assicurando che il samurai moderno rimanesse giusto.
Kami vs. Yokai - Il sacro e lo strano
Nel mondo occidentale, spesso dividiamo il soprannaturale in "Buono" (Angeli) e "Cattivo" (Demoni). Nella mitologia giapponese, la linea di demarcazione è molto più sfumata.

Definire i Kami
I kami non sono "dei" nel senso di onniscienti o onnipotenti. Sono elementi della natura o spiriti degli antenati. Possono essere benevoli se rispettati, ma possono anche portare disastri se ignorati. Questo è il nucleo della religione giapponese: mantenere un rapporto armonioso con l’ambiente.
Entrano in scena gli Yokai
Dove finiscono i kami e dove iniziano gli Yokai? Spesso, uno Yokai è semplicemente un fenomeno "strano" che non è stato consacrato.
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Kappa: Spiriti d’acqua che possono essere d’aiuto o assassini.
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Tengu: Abitanti delle montagne un tempo temuti come mostri ma poi rispettati come maestri della spada.
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Kitsune: Spiriti volpe che servono il dio Inari ma amano giocare scherzi agli esseri umani.
Gli Yokai rappresentano il lato "selvaggio" della cultura giapponese. Sono le ombre nella foresta e i sussurri nel buio. Nel Giappone antico, queste creature erano reali quanto gli alberi stessi. Oggi sono una fonte di enorme ispirazione per la comunità streetwear, con Tengura che utilizza l’immaginario degli Yokai per creare abbigliamento che sembra al tempo stesso antico e futuristico.
Rituali del Giappone antico
Come interagivano gli abitanti del Giappone antico con queste divinità giapponesi? Non solo attraverso la preghiera silenziosa, ma tramite rituali vivaci e tangibili.
Purificazione (Harae)
Nella religione giapponese, "impurità" (kegare) è considerata una fonte di sfortuna. Prima di avvicinarsi agli dei shintoisti, bisogna lavarsi mani e bocca a un "chozuya". Questa enfasi sulla pulizia e sulla purezza si è tramandata nei secoli, influenzando tutto, dall’ossessione della cultura giapponese per l’igiene alle linee nette e pulite della moda moderna.
Il ruolo della Miko
Le sacerdotesse del santuario, o Miko, agivano come vasi per i kami. Nella storia del Giappone imperiale, le Miko spesso eseguivano il "Kagura" (danze sacre) per intrattenere gli dei. Queste danze vengono ancora eseguite oggi, fungendo da collegamento vivente con la mitologia giapponese.
Inari - Il dio del successo e delle volpi
Se visiti il Giappone, inevitabilmente vedrai portali rossi (Torii) e volpi di pietra. Appartengono a Inari, una delle più popolari divinità giapponesi.
Dall’agricoltura all’industria
Nel Giappone antico, Inari era il dio del riso e della fertilità. Con la modernizzazione del paese, Inari è diventato il patrono degli affari e dei fabbri. Questa adattabilità è una caratteristica distintiva degli dei shintoisti.
La volpe messaggera
Le volpi associate a Inari non sono Yokai nel senso tradizionale, ma "zenko" (volpi buone) che agiscono come messaggere. Tuttavia, l’immaginario popolare spesso le fonde con le volpi Yokai a più code che possiedono gli esseri umani. Questo miscuglio di divino e pericoloso è ciò che rende la mitologia giapponese così affascinante per designer come quelli di Tengura.
L’eredità moderna dei Kami
Gli dei del Giappone antico non sono scomparsi con la rivoluzione industriale. Hanno semplicemente cambiato "armatura".
La cultura giapponese nel XXI secolo
Oggi, le credenze dei samurai vivono nel concetto di "Bushido" nel mondo degli affari e nello sport. Gli dei shintoisti sono ancora onorati durante i festival di Capodanno, e gli Yokai sono diventati star di anime, manga e videogiochi.
Tengura: indossare il mito
Brand come Tengura svolgono un ruolo fondamentale in questa evoluzione. Mettendo i volti fieri delle divinità giapponesi o i motivi intricati degli Yokai su capi di abbigliamento di alta qualità, permettono alle persone di portare con sé lo spirito del Giappone antico. Quando indossi un capo ispirato alla mitologia giapponese, non stai semplicemente indossando un design; stai indossando una storia che è sopravvissuta per oltre mille anni.

Perché gli dei contano ancora
Capire a chi pregavano imperatori e samurai ci offre una finestra sull’anima del Giappone. Ci dice che valorizzavano la natura, rispettavano i loro antenati e riconoscevano che esistono forze in questo mondo molto più grandi di noi. Che si tratti della potenza assolata degli dei shintoisti o del fascino inquietante degli Yokai, queste figure sono il battito del cuore della cultura giapponese.
I kami ci ricordano di essere consapevoli, le credenze dei samurai ci ricordano di essere disciplinati, e gli Yokai ci ricordano di mantenere un senso di meraviglia. Mentre proseguiamo le Cronache degli Yokai, esploreremo più a fondo spiriti specifici, ma per ora, ricorda: la prossima volta che vedi una montagna o un albero antico, potrebbe esserci proprio un kami che ti osserva.